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31 ottobre 2008

Spiritualized: Songs in A&E

"Songs in A&E", canzoni in La e Mi, ma anche e soprattutto canzoni in "Accident & Emergency", l'equivalente del nostro pronto soccorso. Infatti questo disco vede la luce dopo che Jason Pierce, mente ed anima degli Spiritualized, se l'è vista davvero brutta a causa di una grave forma di polmonite che l'ha portato a un passo dalla morte e l'ha costretto ad una lunghissima degenza in ospedale.
La grafica minimale della copertina rimanda subito a quella di "Ladies and gentlemen we're floating in space", il disco uscito nel '97 che è sicuramente la vetta della produzione degli Spiritualized, e l'ascolto dei brani non può che confermare molte similitudini. Ritroviamo infatti sia lo space-rock psichedelico che è ormai un marchio di fabbrica di Jason Pierce ("Yeah yeah", "You lie you cheat"), sia le atmosfere più romantiche nei moderni gospel quali "Sweet talk" e "Soul on fire", due canzoni veramente bellissime che si aprono in esplosioni orchestrali deliziose. Il periodo della malattia è evocato con effetto nel blues "Death take your fiddle", brano che è accompagnato dal rumore di un respiratore automatico. Ma nonostante l'atmosfera sommessa si ripeta anche in altri episodi, tra cui l'ottima "Sitting on fire", alla fine questo "Songs in A&E" è un disco da cui traspare soprattutto la serenità per aver superato un bruttissimo periodo della propria vita.
Ad oggi uno degli album più belli di quest'anno, bentornato Jason Pierce

30 ottobre 2008

The Verve: Forth

Questo disco, uscito da un paio di mesi, ha segnato il ritorno della formazione originale dei Verve, dopo il loro (secondo) scioglimento avvenuto una decina di anni fa.
A conti fatti, lo dico subito, di questo ritorno ne avremmo fatto volentieri a meno. Eh sì che l'album parte anche benino, con l'iniziale "Sit and Wonder" che è una lunga ballata dall'incedere ipnotico, un pò Spiritualized e un pò Massive Attack, e con "Love is Noise", primo singolo estratto, una buona pop song caratterizzata da quell'"ohoh-ohoh" mandato continuamente in loop che colpisce sicuramente, anche se il brano si prolunga per 5 minuti e mezzo ripetendo il ritornello almeno una decina di volte, davvero troppo. Fin qua le note positive, il resto è una sequenza di brani che si divide tra episodi di semplice pop che suonano sciatti ed insignificanti ("Rather Be", "Judas", "I see houses"), e tentativi mal riusciti di lunghe jam dai toni a tratti psichedelici ("Numbness"), a tratti quasi noise ("Noise epic", appunto), che in entrambi i casi risultano assolutamente eccessivi e privi di ispirazione, e terminarne l'ascolto è quasi un'impresa.
Disco da dimenticare quindi, preferisco sicuramente ricordarmeli com'erano nel '97.

30 gennaio 2008

Tanto feedback e poco arrosto


Volevo scrivere le mie impressioni sul nuovo disco dei Magnetic Fields, Distortion. Ma ho notato che avrei detto le stesse cose di Onanrecords.
Album da dimenticare.